Conviene tentare l’IMAT?
Caro lettore,
una volta avevo uno studente col quale ho insistito che facesse un test aggiuntivo, oltre al test della Statale in Italiano. Lui diceva che tanto non sarebbe entrato e poi si sarebbe soltanto demoralizato. Ho insistito.
Risultato: è entrato.
Qualcuno mi ha chiesto di recente se per me valesse la pena tentare l’IMAT. Se non hai voglia di leggere questo articolo voglio farti risparmiare tempo e dirti direttamente di SI. Se invece hai voglia di leggere, vediamo le principali obiezioni. La più interessante è l’ultima: quella di chi non vuole studiare in inglese.
1. Non faccio l’IMAT perché non serve a niente
Embè? Se anche non entrassi vale comunque come allenamento nel fare i test. Immagina due diverse versioni di te stesso che si presentano a un appello del semestre filtro: la prima delle due non ha mai fatto nessun test ufficiale a crocette, la seconda ne ha fatte 10. Quale delle due pensi che sia un vantaggio?
Quindi fatti un favore e vai a fare l’IMAT
2. Non faccio l’IMAT perché tanto lo passo
Ma che ne sai? Magari ti capitano 20 domande su argomenti che hai appena ripassato. Magari usi i metodi ignoranti e ne azzecchi 40 senza sapere nulla. Magari fai tutti i passaggi e sbagli tutto, ma fai degli errori che si annullano a vicenda. Magari invece no, fai 0 punti. Ma perché buttare via un’opportunità in più? Se vai a una competizione di tiro con l’arco e ti danno 3 frecce, tu gli dici “no guarda io ne tiro solo 2”? No, non lo fai.
Quindi fatti un favore e vai a fare l’IMAT
3. Non faccio l’IMAT perché non lo passo e poi mi demoralizzo
La vera domanda è che genere di persona vuoi essere. Vuoi essere il burattino delle tue emozioni, che se un giorno si sente di fare una cosa la fa, se non se la sente non la fa, e se sbaglia qualcosa si demoralizza e da questo fa dipendere le sue azioni future? Anzi, addiritura peggio, vuoi essere uno che non intraprende neanche un’azione perché potrebbe demoralizzarsi? Allora non fare neanche nessun esame universitario, perché potresti fallire e poi ti demoralizzi. Non fare neanche il medico, perché un giorno ti morirà un paziente e tu ti demoralizzerai. Io penso che tu non voglia essere questo tipo di persona.
Quindi fatti un favore e vai a fare l’IMAT
4. Non faccio l’IMAT perché costa troppo
Sul serio? Se anche costasse 500 euro, sicuro che sia troppo per “rischiare” di entrare a Medicina? Io non posso conoscere le tue finanze, ma mi sembra difficile che puoi permetterti di studiare Medicina ma non puoi permetterti questo piccolo rischio.
Quindi fatti un favore e vai a fare l’IMAT
5. Non faccio l’IMAT perché non voglio studiare Medicina in inglese
Ascolta, questa è forse l’obiezione più seria di quelle viste finora. Voglio smontare anche questa.
La prima cosa importante è che le parole scientifiche in italiano e in inglese sono quasi sempre quasi uguali. Eccoti un piccolo dizionario dall’inglese all’italiano:
Vector: vettore
Acceleration: accelerazione
Rectilinear: rettilineo
Centripetal: centripeto
Density: densità
Adiabatic: adiabatico
Isobaric: isobaro
Carbon: carbonio
Solution: soluzione
Stoichiometry: stechiometria
Concentration: concentrazione
Oxidation: ossidazione
Aqueous: acquoso
Gaseous: gassoso
Anhydrous: anidro
Endoplasmic reticulum: reticolo endoplasmatico
Glycolysis: glicolisi
Phagocytosis: fagocitosi
Amylose: amilosio
Amylopectin: amilopectina
Homeostasis: omeostasi
Anabolism: anabolismo
Catabolism: catabolismo
Il motivo è che in inglese si tende a utilizzare termini di origine germanica, per noi solitamente più estranei, per parlare di cose di tutti i giorni, e termini di origine greco-latina, per noi più familiari, per le cose tecnico-scientifiche.
Sarò onesto, ci sono anche dei termini totalmente diversi che se non li sai li devi imparare:
Heat: calore
Work: lavoro
Iron: ferro
Starch: amido
Buffer: tampone
Bond: legame
Shell: guscio, strato
Yield: resa
Momentum: quantità di moto
Torque: momento torcente
Displacement: spostamento
Blood: sangue
Heart: cuore
Ma sono POCHI. La maggior parte delle parole scientifiche le conosci già.
In biologia hai anche un regalo: a volte un organo si dice in modo “strano”, ma l’aggettivo corrispondente è simile all’italiano:
liver → hepatic: epatico
kidney → renal: renale
lung → pulmonary: polmonare
heart → cardiac: cardiaco
bone → osseous: osseo
skin → cutaneous: cutaneo
gut → intestinal: intestinale
brain → cerebral: cerebrale
Poi senti, se stai leggendo questo testo vuol dire che da piccolo hai già avuto successo in un’impresa molto più difficile che imparare l’inglese: hai imparato l’italiano. Una lingua con nomi femminili e maschili, articoli e aggettivi che devono concordare col nome, tre coniugazioni per i verbi, e circa 20 tempi verbali. In italiano ci sono circa 40 desinenze distinte per ogni verbo, in inglese ce ne sono tre (−s, −ed, −ing).
I verbi irregolari inglesi? Impariamone uno insieme, voglio insegnarti come dire “andare” in inglese. “Go, went, gone”. Finito.
Per dire “andare” in italiano invece devi saper dire “vado, vai, va, andiamo, andate, vanno, andrò, andai, vada, va'…” e non abbiamo ancora finito.
L'inglese ha “the, a, an”. Noi abbiamo “il, lo, la, i, gli, le, l', un, uno, una, un'”. E tu a cinque anni avevi capito che si dice lo zaino e non il zaino, ma il tavolo e non lo tavolo, senza neanche andare a scuola.
In italiano abbiamo le preposizioni articolate. Abbiamo pronomi che si incastrano tra loro in modi che neanche noi sapremmo descrivere, ma li sappiamo usare lo stesso: "gliene, me lo, te ne, ce ne".
Forse da bambino avevi il vantaggio di essere immerso al 100% nella lingua italiana. Ma ora hai il vantaggio che puoi imparare le regole: a un bambino non si inizia dicendogli “allora, in italiano ci sono tre coniugazioni…”, tu invece se non capisci come funzionano gli ipotetici in inglese lo cerchi e hai una spiegazione in meno di 10 secondi.
Quindi l’inglese lo puoi imparare.
E per capire le lezioni e il materiale non devi arrivare al livello in cui capisci una conversazione veloce per strada tra due madrelingua inglesi per strada in mezzo al traffico. Devi riuscire a capire un docente che magari sarà un madrelingua italiano che parla in inglese.
Io non penso che dopo aver passato l'IMAT vai a fare lezioni dove i docenti parlano con accento londinese o scozzese o bostoniano. Secondo me parleranno un inglese con un ritmo e una pronuncia tali da essere comprensibilissimo per un italiano.
Ora, la prova definitiva per decidere se fare l'IMAT è questa.
Immagina di non essere entrato alla Statale in italiano. Immagina che la tua sola possibilità sia di studiarla in inglese. O accetti di iscriverti a Medicina in inglese, o ritenti il prossimo anno.
Sei davvero sicuro che rifiuteresti l’offerta?
Io penso proprio di no.
Quindi fatti un favore e vai a fare l’IMAT
PRECISAZIONE: quando ho scritto "Immagina di non essere entrato alla Statale in italiano. Immagina che la tua sola possibilità sia di studiarla in inglese. O accetti di iscriverti a Medicina in inglese, o ritenti il prossimo anno", ho immaginato una situazione ipotetica, perché l'IMAT 2026 è a settembre, mentre gli esami del semestre filtro 2026 sono a dicembre e gennaio. Si trattava solo di un esercizio mentale per farti vedere che, se ci fosse mai questa scelta, forse accetteresti di fare Medicina in inglese. Invece tengo a precisare che NON MI ESPRIMO sulla possibilità di una doppia iscrizione al fine di conservare il posto a Medicina in inglese; ti invito ad informarti in prima persona.
Ho un gruppo WhatsApp dove scrivo solo io. Niente chat caotica, niente notifiche a raffica, niente «ragazzi ci sono novità sul semestre filtro?»: tu leggi e basta. Trovi aggiornamenti sui miei corsi, libri, eccetera. Riservato a chi ha almeno 16 anni.
