È meglio studiare una materia diversa al giorno o 2–3 materie al giorno?

Si tratta di una domanda tipica di chi si sta preparando al semestre filtro o a un test di accesso in generale:

Mi conviene studiare una materia al giorno o 2–3 tutti i giorni?

Questa volta voglio darti subito la risposta breve, e dopo le motivazioni. La risposta breve è una ricetta generale; conoscere le motivazioni ti permette di adattarla alla tua situazione particolare.

I blocchi:

  • L'unità di base è il blocco: 60–90 minuti sulla stessa materia, seguiti da pause di 10–20 min.
  • Non lasciar passare troppi giorni tra blocchi della stessa materia.
  • In una giornata fai un blocco di una materia, poi un blocco di un'altra, e continua così per tutto il tempo a disposizione.
  • L'unica eccezione è se stai cercando di capire qualcosa: senti che stai per capire un concetto e ci pensi, ci pensi, fai un esercizio, poi ci pensi di nuovo, poi confronti due formule, poi fai un altro esercizio… se è così puoi restare sullo stesso argomento.

Cosa fare dentro un blocco:

  • In ogni blocco devi SEMPRE fare dei quesiti. Se fai un blocco sulla teoria, lascia del tempo per fare dei quesiti.
  • Prevedi anche dei blocchi di soli quesiti. I blocchi di soli quesiti possono anche essere molto brevi.
  • Nei blocchi di soli quesiti, a volte mescola i tipi di problema o argomento dentro la stessa materia. Esempio: cinematica, dinamica e meccanica rotazionale nello stesso blocco.

Se leggi fino alla fine ti dirò un trucchetto importantissimo per decidere a quale materia dare più importanza. Oppure puoi andare direttamente a leggere in fondo, chi sono io per impedirtelo?

Spiegazione dettagliata

Adesso ti spiego i criteri con cui ti ho dato le indicazioni di cui sopra.

Un blocco lungo vs tanti blocchi brevi

Iniziamo dalla domanda chiave: meglio un blocco da X tempo o due blocchi che durano la metà ciascuno?

Da un lato alternare gli argomenti oggetto di studio migliora la ritenzione mnemonica. Si chiama interleaving. Questo è un argomento a favore dello spezzettamento del tempo.

Dall'altro lato esiste lo switch cost: passare da un argomento all'altro ha un costo. Ti descrivo la mia esperienza di quando ero studente: per iniziare a studiare un argomento dovevo non solo aprire i libri, ma anche rendere "presenti" gli elementi base della materia che mi permettevano di dare un senso alle nuove cose che leggevo.

Quindi saltare da una materia all'altra conviene, ma c'è un limite. Se non mi credi prova a fare 1 minuto di fisica, 1 minuto di chimica, 1 minuto di biologia, etc., per tutto il pomeriggio. Poi vieni a raccontarmi com'è andata.

Io ho trovato un buon compromesso nella durata di 60–90 minuti. Per te può essere diverso, ma se anche tu ti facevi questa domanda vuol dire che non sai ancora qual è il miglior metodo, e allora ti suggerisco di prendere una: fai o 60, o 90 minuti, e le pause falle o di 10 o di 20 minuti. Se vuoi sperimentare con tempi diversi ti invito a farlo dopo aver provato il mio metodo per una settimana.

È bene non far passare troppi giorni tra una sessione e l'altra della stessa materia. Ritengo che questo riduca lo switch cost. Avevi iniziato a studiare le concentrazioni di chimica; se continui dopo 7 giorni, sarà molto difficile sentirti nuovamente sul pezzo.

Il deep dive

Ho previsto un'eccezione alla durata massima: quando stai cercando di capire qualcosa. Allora puoi dedicare tutto il resto del giorno allo stesso argomento. Io lo chiamo deep dive. Magari è il giorno in cui finalmente capisci le unità di misura, o la nomenclatura tradizionale, o il filo conduttore che lega tutte le grandezze del campo elettrico. Personalmente mi rendo conto di essere in questo stato quando riorganizzo le informazioni. Se stai studiando e basta, non è un vero deep dive. Se stai confrontando diverse fonti, scrivendo nuovi appunti, e stai cercando di produrre un tuo schema che ti faccia capire come funzionano le cose, allora potrebbe essere un vero deep dive. Non si tratta di ripetere nozioni, ma di riformularle per capirle meglio. La sensazione è quella di lavorare più che quella di studiare.

Il deep dive dovrebbe scattare da un nodo concettuale, non dal desiderio di essere esaustivo. Si entra in deep dive perché una cosa non ti torna e senti il bisogno di ricostruirla, non perché vuoi essere esaustivo.

I deep dive non sono per tutti.

Ti faccio un esempio recente. Questo è un deep dive da docente, non da studente, ma rende l'idea. A me non è mai piaciuto come mi hanno spiegato la nomenclatura inorganica tradizionale. Mi è sembrato un sistema con tantissimi presupposti non dichiarati. Ho fatto un deep dive di giorni e giorni in cui ho letto diversi libri e mi sono aiutato con un file Excel in cui annotavo i numeri di ossidazione e i nomi che prendevano i composti per individuare casi anomali. Il risultato sono state quattro lezioni durate complessivamente 5 ore e 14 minuti che ho offerto gratuitamente ai miei studenti e nelle quali ho spiegato la nomenclatura inorganica nel modo in cui avrei voluto l'avessero spiegata a me.

Altri possibili deep dive:

  • Glicolisi controllando i coefficienti stechiometrici di ogni passaggio
  • Mitosi, meiosi 1 e meiosi 2 annotando la ploidia di cromosomi, centromeri e cromatidi in ogni step
  • Analisi dimensionale di tutte le formule che si conoscono
  • Moto rettilineo uniformemente accelerato: partendo da tutte le possibili combinazioni di dati iniziali disponibili, trovare tutto ciò che si può

Come dicevo, i deep dive non sono per tutti.

E in ogni caso non esagerare, ricorda che il tuo scopo è passare il semestre filtro.

L'importanza del fare quesiti

Se sei stato attento avrai capito che il mio protocollo ti lascia libertà di fare blocchi di soli quesiti, ma non blocchi di sola teoria.

Il motivo è che ti stai preparando per un test. Dovrei scrivere un articolo intero su questo tema, quindi per adesso fidati di quello che ti sto per dire:

Per migliorare nei test a crocette devi fare tanti test a crocette.

La frustrazione che senti quando fai quesiti difficili è una frustrazione che ti fa crescere.

Preferisco che tu provi frustrazione adesso, ma migliori nei test, piuttosto che non provare frustrazione adesso, e non entrare a Medicina.

La frustrazione è spiacevole. È per questo che troverai mille scuse per non fare tanti quesiti.

La scelta sarà tua.

Io sono un tale sostenitore del fare quesiti, che nel mio corso propongo, fin dalla prima settimana, di fare simulazioni su argomenti che gli studenti non hanno neanche ancora visto. Le chiamo simulazioni anticipate.

A te non chiedo di spingerti a tanto. Però, se fai un argomento, subito dopo fai i quesiti.

E quando ripassi, fare un ripasso solo di quesiti è una scelta legittima.

Switch cost vs interleaving nei blocchi di quesiti

Noterai che ti ho proposto di fare blocchi di quesiti in cui mescoli quesiti di argomenti diversi. Potresti pensare che questo sia contrario a quanto abbiamo detto prima. Per aiutarti a ricordare:

  • l'effetto interleaving rende conveniente fare tanti blocchi brevi;
  • l'effetto switch cost rende favorevole fare pochi blocchi lunghi.

Nei quesiti non è così, per tre ragioni:

  • l'effetto switch cost nei quesiti è nettamente minore che nello studiare teoria;
  • fare quesiti di argomenti diversi ti aiuta a non confondere casi simili;
  • nel test dovrai fare un continuo switch tra un quesito e l'altro.

Quindi ti conviene abituarti e riservare dei blocchi di soli quesiti in cui fai specificatamente quesiti su tanti argomenti della stessa materia.

Aspetta, ho un'idea! Se ti stai preparando per il semestre filtro devi ascoltarmi. Se vuoi fare esercizi misti su tutti gli argomenti di una materia, potresti fare che ne fai 15 a risposta multipla e 16 a completamento… così fai come al test! Cioè, ti alleni a fare proprio come sarà il giorno del test! Visto che stai facendo le stesse cose del test potremmo chiamarla "simulazione". Lo sapevo, scrivendo questi articoli mi sarebbero venute in mente delle idee geniali.

Da quale materia iniziare?

Un'altra domanda molto frequente è: "da quale materia dovrei iniziare?". Questa domanda è molto collegata a questo post.

Secondo quanto abbiamo detto dovresti iniziare da tutte.

Ok, ma quello è uno schema ideale, magari hai il semestre filtro tra 2 anni e vuoi portarti avanti preparandoti su UNA materia. Così l'hai fatta e senti di partire con 1/3 del lavoro svolto. Oppure sei un normale studente e, ok che farai tutte le materie, ma devi scegliere a quale dare maggiore priorità.

Da quale materia iniziare, o a quale conviene destinare più blocchi?

Dai priorità a quella che per te è più difficile.

Ok, ci sono eccezioni e strategie particolari che possono emergere dalle precise regole del semestre filtro. Ma, in generale, ti conviene partire da quella che per te è più difficile. Nel dubbio, è fisica.

So già che troverai delle scuse.

Vale lo stesso discorso che abbiamo fatto prima: è meglio provare frustrazione ma seguire la strategia ottimale.

Spero di averti aiutato. In queste pagine trovi altri articoli che possono aiutarti nel fare scelte efficaci per il tuo studio:
Memoria
Strategia
Orientamento


Comunicazione di servizio
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Ho anche un gruppo WhatsApp dove scrivo solo io. Niente chat caotica, niente notifiche a raffica, niente «ragazzi ci sono novità sul semestre filtro?»: tu leggi e basta. Trovi aggiornamenti sui miei corsi, libri, eccetera. Riservato a chi ha almeno 16 anni.

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