Come gestire lo stress durante i test del semestre filtro

Cosa fare davvero quando sei sulla sedia per dare i tre esami del semestre filtro

Su queste pagine parliamo spesso di strategie per la preparazione al test: quante materie studiare al giorno, quando ripassare, come ridurre il tempo necessario alla preparazione. Tutte cose molto utili che rischiano però di diventare inutili se il giorno del test svieni per la paura.

Si parla di ansia da test, stress, tensione. Io lo chiamerò stress. Nello specifico, qui non parliamo dello stress durante la preparazione al test, ma proprio dello stress DURANTE il test. Quando sei sulla sedia e hai il foglio davanti.

Facciamo una premessa importante: non sono un medico e neanche uno psicologo e non ho nessun titolo ufficiale per parlare di queste cose. Mi occupo di preparazione ai test d'ingresso. Sono anche stato io stesso uno studente (l'avresti mai detto?). Quello che dico si basa sulla mia esperienza e sulle mie deduzioni, e dovrai essere tu a capire se, e in che misura, si applica a te. Se sei d'accordo con l'assumerti questa gravosa responsabilità, prosegui pure nella lettura.

Ti propongo direttamente alcune strategie.


Cose da fare mentre ti prepari

Acquisire familiarità con le basi di tutte le materie

Quando sei stressato diventa più difficile fare anche dei ragionamenti molto semplici. Come se lo stress occupasse dello spazio nella tua mente, lasciandola meno libera di dedicarsi al quesito. Questa strategia è molto semplice.

Devi sapere benissimo le basi di tutte le materie.

Non parlo del momento di dipolo e di composti organici con nomi lunghi tre righe. Parlo proprio delle basi basi. Esempi:

  • Fare i calcoli
  • I vettori
  • Le unità di misura
  • Le concentrazioni
  • Com'è fatta una cellula

Queste cose le devi saper fare a occhi chiusi.

No, davvero. Non basta saperle fare. Devi saperle fare in modo preciso, rapido e senza difficoltà. Come scrivere il tuo nome, o camminare, o respirare.

Devi averle ripetute così tante volte da saperle fare anche se ti svegliano alle 2 di notte e te le chiedono. Devi saperle fare anche se sei stanco, distratto, privato di sonno, c'è qualcuno che ti parla affianco, hai la febbre, c'è un concerto a 20 m da te, hai un crampo al polpaccio, c'è un cane che ti abbaia in faccia, hai digerito male, ti prude la schiena esattamente nel punto che non riesci a raggiungere, ti sei appena ricordato una cosa imbarazzante che hai detto nel 2019, e un commissario ti fissa come se pensasse di sapere cos'hai fatto.

Se in mezzo a tutto questo sai che 350 cm sono uguali a 3,5 m, allora sì, quella cosa la sai.

Mettiamo che hai una domanda di fisica dove devi convertire un'unità di misura e isolare un'incognita da una formula. Per semplificare potremmo dire che devi applicare almeno tre abilità:

  • conoscere la formula
  • convertire l'unità di misura
  • trovare l'incognita

Per uno studente che non ha automatizzato nessuno di questi passaggi, questo quesito ha un livello di complessità uguale a 3.

Per uno studente che ha automatizzato la conversione delle unità di misura, questo quesito ha un livello di complessità uguale a 2.

Il punto è che lo stress ti toglie già dello "spazio" mentale. Magari tu in condizioni normali sei in grado di gestire senza fatica una complessità uguale a 5, ma con lo stress il tuo limite di complessità diventa 2. Aver automatizzato delle parti del quesito ti permette magari di farcela anche con uno spazio disponibile pari a 2 invece che a 5.

Questa strategia non riduce direttamente lo stress, ma ti permette di rispondere nonostante lo stress.

Acquisire familiarità con la situazione reale del test

Non limitarti a fare le simulazioni dei quesiti. Simula la situazione reale del test.

Tre test da 31 domande, con 45 minuti cronometrati, nella sequenza Chimica → Fisica → Biologia, con la pausa.

Non ti dico di affittare un salone e assumere 40 attori che facciano gli studenti e 10 che facciano i commissari, ma almeno di provare a simulare l'atmosfera da test. Perlomeno devi stare senza telefono. Mettilo proprio in un'altra stanza.

Certo, ti parte mezza giornata. Ma pensala così: se lo fai 10 volte, il giorno del test sarà l'11 volta che tu avrai vissuto l'esperienza. Sarai già un veterano dei test.

Sapere che non esistono test facili o difficili

Alcuni pensano che un test con domande difficili sia difficile, e un test con domande facili sia facile. Queste persone sbagliano. Il tuo scopo non è fare N punti ma ottenere una posizione utile in graduatoria.

Se capitano 93 domande facilissime, dovrai comunque posizionarti più in alto degli altri.

Se capitano 93 domande difficilissime, sarà comunque sufficiente posizionarti più in alto degli altri (posto che superi le soglie minime).

Quando ti prepari al semestre filtro il tuo scopo dev'essere quello di fare più punti che puoi. Non è che se fai 18 alla simulazione allora va bene. Non sappiamo quale punteggio sarà necessario per accedere al prossimo anno accademico.


Cose da fare durante il test del semestre filtro

Parti dai quesiti facili e veloci

Ricorda che tutti i quesiti valgono lo stesso punteggio. Se il primo quesito nella tua prova ha un testo lunghissimo o richiede l'applicazione della formula completa di Bernoulli… vai avanti, perché magari l'ultimo quesito ti chiede di fare un solo passaggio semplicissimo.

Pensa ai quesiti, non ai punti

Quando stai facendo il test devi pensare a rispondere ai quesiti. Niente "sono arrivato a 15 punti", niente "e se non lo passo", niente "questa è difficilissima". Concentrati sull'operatività: quella è la prova che hai di fronte, il tuo scopo è fare più punti che puoi.

Il metodo del "tanto non lo passo"

Non so se questo metodo vale per tutti, ti posso raccontare cosa ho fatto io in passato. Mi dicevo: "tanto non lo passo".

Dire "tanto non lo passo" ti libera dal pensare al risultato.

Se vuoi spingerti oltre, permettimi di dirti questo. A volte ci si focalizza troppo sul proprio desiderio di entrare, ma siamo onesti: anche se non entri a Medicina non è che muori.

L'idea è che "tanto non lo passo", quindi tanto vale dare il massimo su ogni singola domanda.

Questo punto in particolare non me la sento di consigliarlo a tutti. Devi conoscerti tu.

Dare il benvenuto alla tensione

Il giorno degli esami un po' di tensione la sentirai, ed è giusto così. Pensa se il giorno del test fossi come al mattino appena sveglio, o come quando sei rilassato sul divano. Pensi che ti aiuterebbe? Io direi di no. Un po' di tensione ti aiuta. Dalle il benvenuto.


Dare il meglio anche con la paura

Noi non sappiamo come saranno gli esami. Neanche gli altri lo sanno. Quello che puoi fare è arrivarci attrezzato. Automatizza le basi, così potrai funzionare anche se lo stress ti toglie dello spazio mentale. Simula la situazione reale, così il test vero non sarà il primo. E quando sei sulla sedia pensa ai quesiti, non a come stai andando. Parti dai quesiti facili e togliti di dosso il peso del risultato.

Quello che conta non è arrivare al test senza paura, ma fare il meglio che potrai nell'esatta situazione in cui ti troverai in quel momento.


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